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Daniela Bozzetto’s photography calls to life what is beyond the ‘sensible world’, what is essentially unmanifested, explored through the ambiguity between antithetical elements and elusive qualities.
As a penetrating vibration and a gentle chant that do not neutralize each other but resonate in unison, in the images coexist opposite aspects.
The limit between pure and decomposed, welcoming and disturbing, austere and sensuous is uncertain and the unpleasant appears sublimated into a subtly unsettling purity.
The subjects are anonymous and spontaneous.
The ordinary, the everyday, charged with ambivalent evocative power.
There is a measure, a balance between what is revealed and what is concealed. The vision leads to a borderline, without revealing the arcane.

[Abys - Aeter 022]

Sleepwalk

 

Daniela Bozzetto fotografa la ‘realtà sensibile’ ma le sue immagini sembrano registrare qualcosa di remoto, esplorato attraverso l’ambiguità tra elementi antitetici e le sue qualità elusive.
Come due suoni, uno cupo e penetrante, l’altro lieve e cristallino, che non si neutralizzano a vicenda ma vibrano all’unisono, così coabitano nel lavoro aspetti opposti.
Il limite tra organico e decomposto, soave e sinistro, algido e sensuale è ambiguo e il torbido appare sublimato in una purezza mista a sottile turbamento.

I soggetti sono anonimi e spontanei.
L’ordinario, il quotidiano, è caricato di ambivalenti valenze evocative.

C’è una misura, un equilibrio, tra il latente e l’esibito. Soffermandoci un attimo è possibile percepire l’evidenza di ciò che si manifesta ma sfugge alla ragione, come una visione che lascia intuire, senza svelare, l’arcano.